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Se il tuo cane segue delle terapie croniche e assume farmaci a vita, è importante proteggere il suo fegato. Il fegato è infatti uno degli organi più coinvolti nel metabolismo dei farmaci: esso agisce come un vero centro di smaltimento e di “filtro” per tutte le sostanze che entrano nel corpo. Da qui l’importanza di monitorare il suo stato di benessere. Vediamo insieme come.
Fegato e terapia cronica: i sintomi da non sottovalutare
Purtroppo, sono molti i cani che per tenere a bada malattie e/o condizioni cliniche particolari (come diabete, tumori, malattie autoimmuni, patologie articolari o neurologiche) devono prendere farmaci a vita e seguire una terapia cronica.
Se da un lato questi farmaci sono indispensabili per prendersi cura degli animali, dall’altro lato possono esporre ad alcuni effetti collaterali che, in molti casi, coinvolgono proprio il fegato.
I problemi epatici sono molto comuni nei cani in terapia cronica.
Nella maggior parte dei casi, se il fegato non lavora bene, il cane può perdere peso e appetito, avere difficoltà nella digestione e manifestare addirittura episodi di vomito e diarrea ricorrenti.
Il cane con problemi al fegato tende anche a bere molto e a urinare più spesso. Anzi: un altro segnale di possibili disfunzioni epatiche legate all’assunzione prolungata di farmaci sono le urine scure e maleodoranti.
Ma anche il pelo e la cute del cane possono risentire degli effetti collaterali dei farmaci sul fegato, apparendo visibilmente più opachi e spenti. L’animale può anche iniziare a perdere pelo e a provare prurito intenso senza alcun altro motivo apparente.
Inoltre, si può osservare anche una colorazione giallastra delle gengive e della parte bianca degli occhi, il cosiddetto ittero.
Ma il vero rischio del cane in terapia cronica è che l’animale sviluppi patologie a lungo termine a carico del fegato che possono peggiorare il suo quadro clinico già delicato. Il cane può infatti andare incontro a epatopatie croniche o a insufficienza epatica, una condizione potenzialmente fatale.
Gli esami del fegato del cane in terapia cronica
In tutti questi casi, è bene rivolgersi al proprio medico veterinario per valutare insieme se sia il caso di sottoporre il cane a test specifici per verificare lo stato di salute del fegato.
Di solito, il veterinario consiglia di effettuare monitoraggi periodici con esami del sangue per rilevare precocemente eventuali alterazioni nelle funzioni del fegato.
Molto utili sono anche le ecografie, che aiutano a valutare la struttura e le dimensioni dell’organo.
Oltre al protocollo di test ed esami, è importante prendersi cura del fegato “in modo attivo”, iniziando una routine di buone abitudini che aiuteranno a preservare lo stato di salute epatico.
Prendersi cura del fegato del cane: il ruolo dell’alimentazione
Una delle migliori strategie per prendersi cura del cane in terapia cronica e del suo fegato è l’alimentazione.
Ricordiamoci che il fegato è fortemente coinvolto nei processi digestivi e metabolici del cane, pertanto può trarre un beneficio diretto di un’alimentazione studiata appositamente per il benessere epatico.
Questa include non solo un’idratazione adeguata, fondamentale per il corretto metabolismo e l’eliminazione delle tossine dei farmaci, ma anche un’alimentazione bilanciata, basata su alimenti di prima qualità, poveri di grassi e facilmente digeribili.
La dieta per il cane in terapia cronica dovrebbe includere anche l’assunzione di epatoprotettori, ovvero di integratori alimentari specifici per il benessere del fegato.
Protection Epato
Fortemente indicato nelle epatopatie primarie e secondarie ed ogni qual volta il fegato sia sottoposto a forte stress metabolico/ossidativo in particolare nelle intossicazioni e nelle terapie farmacologiche prolungate.
Nel mondo veterinario, gli integratori alimentari prendono il nome di mangimi complementari, che non sono altro che una forma di alimentazione che “completa” la dieta del cane.
In particolare, i mangimi complementari per il fegato si basano su ingredienti come la Colina (un nutriente essenziale che viene sintetizzato dal fegato), la Silimarina (composti bioattivi estratti dai semi del cardo mariano) e i Betaglucani (zuccheri complessi che migliorano il controllo della glicemia).
Insieme, questi principi attivi aiutano a supportare la funzionalità epatica del cane in terapia cronica, prevenendo ulteriori problemi di salute e assicurando il massimo del benessere all’animale.